Cambiano i paradigmi che regolano il funzionamento di imprese e organizzazioni sociali ed economiche. Cambiano in modo radicale e repentino. In questo scenario, prende sempre più forma l’economia di cura nelle aziende, un approccio che supera il tradizionale binomio produzione-consumo, un tempo fondamento dell’economia, che oggi mette a nudo sempre più i suoi limiti. Oggi è chiaro che la vera ricchezza delle aziende sono le persone che vi lavorano. Da loro dipende la qualità delle relazioni sia interne sia con clienti, fornitori, territorio e concorrenza. Ora, per affrontare le sfide della contemporaneità, è necessario agire con entusiasmo in modo efficiente, sostenibile, etico.
Occorre costruire un nuovo mindset di economia circolare che dia valore alle persone, accompagni le nuove generazioni e tuteli l’ambiente. Ciò si traduce nel costruire un clima interno positivo che valorizzi le differenze, sviluppi la capacità di gestire i conflitti e di collaborare tra i reparti, favorisca la crescita personale del management e dia senso ai gesti quotidiani. Per accompagnare tutti nella transizione generazionale ed energetica. È questo il cuore dell’economia di cura, perché “prendersi cura” è al primo posto, è il primo movimento verso il futuro.
L’obiettivo è oggi ritrovare il senso del lavoro, del gruppo, dell’azienda, dell’autorità, affinché sia in equilibrio con il proprio privato, ora che molti valori sono messi in discussione. Essere leader significa essere mentore di un viaggio e, attraverso l’esempio, per accompagnare i collaboratori a scoprire il loro ikigai, la propria realizzazione autentica. Attraverso un progetto professionale che coinvolge le persone dentro e fuori l’azienda, si andranno a riscoprire le Qualità Umane di cui ogni singolo è portatore nel gruppo, allenando il team a un nuovo approccio verso le soluzioni e a un nuovo linguaggio orientato al benessere.
Il nostro metodo accompagna ad affrontare sia le sfide quotidiane e ordinarie (comunicazione, motivazione, gestione dello stress, sicurezza psicologica), sia le sfide straordinarie (riorganizzazioni, conflitti, cambiamenti organizzativi, imprevisti).
Oltre la resilienza occorre ripensare alla flessibilità del nostro futuro. Riprendere semplicemente da dove si è lasciato? Pura illusione. Come coordinare i team che non sempre sono presenti in azienda? Cosa delegare a collaboratori che lavorano da remoto? Come monitorare l’efficienza dei processi? In che modo dare sostegno a persone che si incontrano sempre più di rado? Ha ancora senso parlare di stili di leadership? Come “fare sviluppo” di risorse umane che preferiscono la libertà di orari al vincolo dell’ufficio? Resterebbero da gestire solo le competenze tecniche individuali e le scadenze sempre più difficili da negoziare.
Il leader vive oggi una condizione di fragilità che rischia di mettere in discussione il suo ruolo. La fragilità, che è l’opposto della resilienza, nella nostra cultura è percepita come debolezza, un’assenza di potere. Eppure rappresenta un passaggio necessario a trovare le Qualità Umane del nuovo leader e definire un nuovo modo di lavorare. Come insegna Joseph Campbell nella fiaba de L’Eroe dai mille volti, il leader è chiamato a un viaggio interiore che lo metta alla prova e lo trasformi, portandolo ad agire con integrità, presenza e umanità per un bene più alto.
Un tale percorso richiede l’integrazione di un nuovo paradigma, dove l’economia di cura nelle aziende diventa fondamentale per il benessere collettivo e il successo sostenibile a lungo termine.
Uno degli strumenti più efficaci per accompagnare il cambiamento nelle persone e dentro le aziende è la potente creatività delle Fiabe Millenarie. Le Fiabe della Tradizione, con le loro metafore di saggezza, nutrono il seme del futuro mentre ci accompagnano a riscoprire le origini della nostra stessa umanità. Esse risvegliano curiosità e motivazione, facendoci sprofondare nel senso autentico del nostro lavoro, trasformando l’abituale atteggiamento sia in ambito personale sia professionale.
Le Fiabe, infatti, rivelano con delicatezza le aree di miglioramento, i blocchi interiori che ci tengono prigionieri in un angolo. E attivano con energia le risorse e i talenti che sono una bellezza addormentata, oggi necessaria per vivere in grande la nostra umanità.
La narrazione delle Fiabe si perde nella notte dei tempi: da Esiodo e Archiloco, a Esopo, Fedro e Apuleio per arrivare ai Fratelli Grimm a inizio Ottocento, che hanno raccolto oltre 200 racconti orali provenienti da un incrocio di culture indo-europee. Le Fiabe Millenarie sono attuali più che mai, perché parlano di noi attraverso immagini che illuminano la radice etica delle scelte. Potenziano le capacità individuali nei momenti di stallo, perché offrono con chiarezza quali siano i modelli innovativi ed efficaci, utili alla risoluzione dei problemi.
Il racconto, nel dettaglio, ci guida attraverso una prima fase divergente, stimolando la generazione di idee e opportunità. Queste si trasformano progressivamente in soluzioni concrete e strategie personalizzate, aprendo poi a nuove strade che il gruppo consolida e fa crescere. Si vengono a creare così i presupposti per un successo ad ampio raggio, che si diffonde in forma di benessere, tracciando le basi per un modello di economia di cura nelle aziende, come un percorso di formazione che può essere portato nel privato, per gestire conflitti famigliari con naturalezza e una nuova postura narrativa.
In che modo aziende e imprenditori possono trarre vantaggio, utilizzando questo metodo certificato di innovazione della Scuola Italiana Cantastorie?
Innanzitutto le Fiabe:
Questo approccio rappresenta un esempio concreto di economia di cura nelle aziende, dove i valori umani diventano leva strategica di trasformazione organizzativa.
Con azioni di consulenza e formazione su misura, la Scuola Italiana Cantastorie vuole offrire ad aziende e organizzazioni sociali ed economiche gli strumenti utili per:
Per tali ragioni, intendiamo rendere disponibile un più elevato numero di scelte e alternative nelle situazioni conflittuali e nell’incertezza dell’agire imprenditoriale. Crediamo inoltre nella crescita continua delle persone, nella possibilità di cambiamento dei contesti organizzativi e aziendali, nella valorizzazione delle diversità e nel giusto profitto come mezzo per soddisfare i bisogni e produrre nuovo sviluppo. Infine crediamo che la crescita economica e tecnologica abbia da procedere di pari passo con lo sviluppo delle persone e il rispetto dei loro diritti e dell’ambiente.
Scuola Italiana Cantastorie si adopera per lasciare a chi verrà dopo di noi un mondo più bello di quello che abbiamo trovato.
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